

(fonte USGS)
(da Earthquake Research Institute, Tokyo)
La mappa a lato mostra
gli epicentri delle repliche (aftershocks) registrati nei due giorni
successivi
all'evento principale. L'osservazione della distribuzione degli eventi
successivi
al cosiddetto "main shock" (evento principale) resta tuttora uno degli
indicatori
fondamentali per capire l'estensione del settore di faglia coinvolto
nella
rottura principale. Notiamo come in questo caso gli eventi indichino
una rottura
trasversale alla "Awaji Island" che attraversa la baia di Honshu
direttamente
al di sotto della citta' di Kobe. Il fatto che l'evento si sia
verificato proprio
in corrispondenza di un centro abitato ha esaltato le caratteristiche
distruttive
dell'evento, venendo a mancare la mitigazione dovuta all'attenuazione
dell'energia
sismica durante la propagazione per eventi che si verificano a maggiori
distanze.
L'effetto dei terremoti sulle strutture e sul paesaggio puo' sostanzialmente dividersi in due tipologie: effetti diretti e secondari. Gli effetti diretti sono collegati alla deformazione del suolo in corrispondenza della faglia la cui rottura ha generato l'evento sismico. Tali effetti sono limitati esclusivamente all'area interessata dalla rottura. La maggior parte delle rotture causate dei terremoti, che possano essere relazionate direttamente con la faglia principale, raggiungono raramente la superficie. Il terremoto di Kobe non sfugge a questa regola, si sono osservati effetti della superficie di rottura esclusivamente in un'area rurale dell'Awaji Island, con spostamenti relativi fino a 3 metri. Le strutture localizzate lungo la superficie di faglia, passibili quindi di essere direttamente danneggiate dallo spostamento sono limitate in confronto alle reali dimensioni della faglia stessa. In particolare in questo caso si sono avute evidenze di danni dovuti allo spostamento diretto del suolo su recinti, servizi fognari o di rete del sottosuolo e canali di irrigazione. Alcune evidenti disclocazioni sono state osservate anche in corrispondenza di risaie.

(da Geographical Survey Institute of Japan)
(da
un report di J.-P. Bardet et al. per la Gifu Univ.; riproduzione
autorizzata )
Vista lungo la scarpata di faglia ad Awaji Island. La parte della risaia a destra risulta sollevata di piu' di un metro. Notate anche la strada "tagliata" sullo sfondo. E' spesso possibile misurare gli spostamenti e le lunghezza dei settori di faglia esposti in superficie. Da questi si puo' stimare lo spostamento e l'area della faglia sepolta (non visibile in superficie) ed ottenere una stima, indipendente dalle registrazioni sismometriche, della magnitudo del terremoto.
"Rimbalzo elastico", la deformazione permanente del suolo causata dalla rottura di faglia puo' estendersi diversi chilomentri dalla faglia stessa ed e' spesso misurabile, anche se la rottura rimane sepolta. Nel passato i geodeti hanno effettuato accurati e costosi sopralluoghi, visitando migliaia di siti per misurare direttamente le deformazioni in un'area colpita da terremoto


(da
GeographicalSurvey Institute
of Japan e National Space Development Agency of Japan)
In seguito e' stato sviluppato un metodo piu' rapido che permette di ottenere mappe della deformazione utilizzando la interferometria radar. Con questa tecnica vengono comparate immagini di microonde-radar, in una data regione, prima e dopo l'evento sismico. Nella figura sopra, relativa sempre alla Awaji Island, a colore uguale corrisponde ugual spostamento ed ogni frangia di colore equivale ad uno spostamento verticale di 11 cm. Si notano oltre 8 differenti frange dando luogo ad uno spostamento massimo dell'ordine del metro causato dal terremoto. A sinistra,due frange parallele alla costa nella citta' di Kobe che indicano uno spostamento superiore ai 20 cm direttamente osservabile nella citta' causato dalla faglia sepolta.


(Earthquake Research Institute, Tokyo)
In questa mappa sono mostrate le differenze significative, anche per localita' estremamente vicine, causate dagli effetti secondari (piu' chiaramente dal passaggio delle onde sismiche) per le accelerazioni e le velocita' del moto del suolo misurate strumentalmente. Tali variazioni di ampiezza nei segnali registrati sono correlate a condizioni geologiche locali, alle differenti composizioni litologiche ed ai diversi spessori dei suoli, e prendono il nome di effetti di sito.

(da Architecture Dept. of Tokyo
Metro. Univ.)
I sismogrammi sopra raffigurati rappresentano le registrazioni in due differenti siti a Kobe. A sinistra i tre sismogrammi (ognuno rappresenta il moto del suolo lungo 3 differenti componenti : la componente verticale, quella orientata in direzione nord-sud e quella nella direzione perpendicolare est-ovest) mostrano impulsi netti ed il contenuto in frequenza del segnale e' maggiormante spostato verso le alte frequenze. Nella figura a destra notiamo una maggiore componente a bassa frequenza, oltre ad una durata maggiore degli impulsi ad ampiezza maggiore. Il primo sito e' su roccia, il secondo e' localizzato vicino alla costa su un suolo soffice, spesso e saturo in acqua. Quest'ultima zona soffre dei maggiori danni a causa del terremoto. Vediamo quindi come le condizioni del sito (da qui il nome di effetti di sito) giochino un ruolo fondamentale nel danno sofferto dalle strutture a parita' di altre condizioni (quali magnitudo, tipologia di costruzione etc.)

(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
La maggior parte dello scuotimento sismico e' di tipo di taglio (l'espressione "side-to-side" degli autori anglosassoni rende molto bene l'idea dello scuotimento). Le costruzioni sono propense a resistere molto meglio alle sollecitazioni verticali (si pensi infatti che sono progettate per resistere alla forza di gravita', al loro stesso peso) che non a quelle di taglio. Inoltre e' molto piu' difficile deformare per taglio un triangolo che non un rettangolo. Per tali motivi il design di strutture antisismiche prevede rinforzi e sagomature di forma triangolare per resistere alle sollecitazioni di taglio.

(Kobe
University)
Questa casa in legno e' collassata a causa dello scuotimento sismico. E' lecito supporre che il tetto con tegole in ceramica ha sopportato piu' sforzo di taglio di quanto potesse reggere la struttura della casa in legno. Questa tipologia di costruzione e' molto comune in Giappone.

(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Accanto a questa costruzione completamente collassata c'e' un edificio in cemento armato che non ha sofferto danni strutturali. Il grande numero di case in legno collassate a seguito del terremoto di Kobe rispetto alle costruzioni in cemento armato ha stupito molti osservatori, poiche' si pensa comunemente che le case in legno resistano meglio agli sforzi di taglio. Le case in c.a. hanno pero' un miglior disegno strutturale e sono state costruite tenendo anche conto della loro maggiore altezza (insomma devono essere state costruite con criteri di ingegneria sismica). Le case in legno hanno inoltre proporzionalmente dei tetti estremamente piu' pesanti.

(Kobe Univ.)
Un'altra anomalia del terremoto di Kobe e' rappresentata dall'alto numero di case a piu' piani, costruite circa 20 anni prima, in cui ha collassato il quinto piano. La spiegazione e' semplice, si tratta di sopraelevazioni di edifici preesistenti che erano originalmente di 5 piani.

(Kobe Univ.)
Durante un terremoto e' usualmente piu' sicuro rimanere all'interno di un edificio che slanciarsi all'aperto. Per non parlare del pericolo rappresentato dall'utilizzare scale ed ascensori durante una scossa.

(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Questa strada sopraelevata forma un pendolo rovesciato, le colonne di supporto non possono resistere allo scuotimento generato dalle onde di taglio.

(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Il pilastro soprariprodotto mostra un tipico collasso delle piu' vecchie strutture in cemento armato. I ferri (cioe' le aste verticali in acciaio) sostengono il peso della struttura. Durante lo scuotimento causato dal terremoto rivestono una grossa importanza le staffe (l'armatura orizzaontale) che come possimao vedere dalla foto, in questo caso sono sottodimensionate. Ovviamente pilastri piu' resistenti sono piu' costosi.
(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Larghe sezioni dell'arteria principale ("Hanshin Express way") si sono rovesciate. Tale fatto e' accaduto sovente ove la strada attraversava aree con suolo meno consistente e piu' soffice ove lo scuotimento e' stato piu' intenso ed ha inoltre avuto una maggiore durata.



(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Ecco esempi di frane dovute a liquefazione.




(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Il porto di Kobe, cotruito su due isole artificiali con materiale relativamente coerente e sciolto soffri' molti casi di liquefazione. Risulto' inagibile per piu' di 2 mesi.


(da un report di J.-P. Bardet et al. della Univ. of South. California
per Gifu Univ., Japan)
Nel porto i fenomeni di subsidenza
furono tali da osservare innalzamenti
anche dell'ordine del metro. Il ponte in sospensione piu' lungo al
mondo,
allora in costruzione, soffri fenomeni cosi' pervasivi da risultare
completamente danneggiato.